A Cesena, nel luogo in cui fu vista per l’ultima volta, è stata posata una targa in memoria di Cristina Golinucci.
Una cerimonia intensa, partecipata dalla comunità e dalle istituzioni, che ha voluto ricordare una storia che, a distanza di oltre trent’anni, resta ancora senza risposte.
Un luogo simbolo
La targa è stata collocata nel parcheggio del convento dei Cappuccini, dove Cristina arrivò il 1° settembre 1992.
Da quel momento, della sua scomparsa non si è più saputo nulla.
Oggi quel luogo diventa simbolo di memoria, ma anche di una ricerca che non si è mai fermata.
La presenza della comunità
Alla cerimonia erano presenti la madre Marisa Degli Angeli, da sempre impegnata nella ricerca della verità, insieme al Sindaco di Cesena Enzo Lattuca e al Vescovo Antonio Giuseppe Caiazzo.
Accanto a loro, l’associazione Penelope Emilia Romagna e numerosi cittadini, uniti dal desiderio di non dimenticare.
Sulla targa, una frase semplice ma potente:
“Cristina Golinucci arrivò qui il primo settembre 1992. I suoi ultimi sguardi furono su questa città. La comunità di Cesena ne custodisce la memoria”.
Un segno tangibile che trasforma un luogo di assenza in uno spazio di ricordo e consapevolezza.
Ricordare per continuare a cercare
La storia di Cristina Golinucci è uno dei casi più complessi e ancora irrisolti.
Negli anni, le indagini hanno attraversato fasi diverse, tra aperture e archiviazioni.
Per Marisa Degli Angeli e per Penelope Emilia Romagna, il ricordo non è solo memoria: è impegno quotidiano per continuare a cercare verità e giustizia.
Una memoria che appartiene a tutti
Questa targa non è solo un simbolo.
È un invito a non dimenticare, a restare presenti, a non lasciare che il silenzio cancelli una storia.
Perché ogni persona scomparsa merita di essere ricordata.
E ogni ricerca merita di continuare.










